Mirabile terra a ridosso del mare. Così si presenta quella parte della Liguria ingiustamente trascurata da artisti e poeti che hanno dipinto e lodato soprattutto i colori delle due Riviere. 
La maggiore notorietà della costa non ha però impedito ai turisti - grazie anche alle campagne promozionali portate avanti negli ultimi anni dalla Regione e daaltre realtà istituzionali - di scoprire un entroterra capace di rigenerare lo spirito attraverso la genuinità e la trasparenza del mondo rurale. Ecco allora nel punto d’incontro tra il Ponente e il Levante, tra il litorale e la pianura, asurgere a protagonista l’altipiano del Beigua e il suo Parco. Impegnato da sempre nella valorizzazione del territorio, nella promozione delle attività tradizionali, nella economia rispettosa dell’ambiente e dell’uomo, il Parco naturale regionale del Beigua cerca di tramandare alle future generazioni una natura inalterata e una cultura sempre viva.
Ed è il turismo ambientale a rappresentare la giusta chiave di lettura per capire, apprezzare e meravigliarsi di un paesaggio incontaminato, dove ancora viva e forte è l’impronta agreste e popolare.
A piedi, in mountain bike o a cavallo è possibile visitare l’area protetta più ampia della Regione, equamente ripartita tra le province di Genova e Savona. Le antiche mulattiere che valicano l’Appennino ligure e l’articolata rete di sentieri - ben 500 chilometri -che unisce i dieci comuni del Parco (Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Tiglieto, Sassello, Stella e Varazze), rappresentano l’occasione migliore per venire rispettosamente a contatto delle innumerevoli tracce lasciate dall'uomo, in un collage di ambienti e situazioni diverse.
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